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riconoscimento alla preside russo presso istituto italiano di criminologia

Nell’ambito delle “Giornate di Scienza,Cultura e Giustizia”,organizzate dall’Istituto Italiano di Criminologia di Vibo,è stato conferito l’ennesimo riconoscimento,alla presenza di studenti,autorità civili e del Procuratore Capo della Repubblica di Vibo Camillo Falvo,alla Preside Mariarosaria Russo dal Prof. Saverio Fortunato,criminologo e clinico,Rettore dell’Istituto con la seguente motivazione “Per la tenacia,la bravura e l’amore che dedica alla Scuola in una terra difficile”.

L’iniziativa,finalizzata ad ampliare l’offerta formativa del Corso di Laurea in Mediazione Linguistica-Indirizzo Criminologia e Intelligence,ha avuto, come protagonisti della seconda giornata, Gianfranco Franciosi,il primo civile infiltrato nei narcos, che ha contribuito a sgominare una delle più potenti organizzazioni mondiali di traffico di stupefacenti e la Preside Russo.

Quest’ultima ha accompagnato Franciosi in un viaggio dell’anima tra emozioni e l’intermittente intersecarsi di flashback attraverso cui si è snodata la tormentata storia di infiltrato su cui si incentra la fiction “Gli orologi del diavolo”,interpretata da Beppe Fiorello in onda su Rai 1 a partire dal 26 ottobre.

La Preside,con il magistrale coordinamento del Rettore Fortunato,ha inteso esaltare la figura di Franciosi,premiato dal Procuratore Falvo,entusiasmando i presenti, come coraggioso testimone di Giustizia e Verità a cui le giovani generazioni devono ispirarsi.

Nell’invisibilità delle città calviniane,ha chiosato la Preside,il viaggiatore sa bene che un giorno apparirà un bivio di fronte al quale dovrà prendere coscienza dei suoi limiti e delle sue potenzialità e “accettare l’inferno o diventarne parte fino al punto di non vederlo più…. o cercare e saper riconoscere chi e cosa,in mezzo all’inferno,non è inferno,e farlo durare e dargli spazio”.

IL PIRIA DI ROSARNO PRIMA SCUOLA D’ITALIA AD ADOTTARE COME TESTO DI ED.CIVICA IL LIBRO DEL GIUDICE DI BELLA

Un’autobiografia, un romanzo, un giallo, un testo di diritto minorile: tutto questo e  molto altro ancora nel volume di Roberto Di Bella che definisce il suo libro un racconto autobiografico, autentico, un diario di appunti per lasciare una traccia culturale ed emotiva sui 25 anni di lavoro in territorio reggino. Per il suo alto valore pedagogico ed educativo  il Consiglio d’Istituto ed il Collegio dei docenti dell’Istituto  Piria di Rosarno,aderendo al Progetto Nazionale MIUR, hanno deliberato all’unanimità di  adottare in tutte le classi ,il libro del Giudice Di Bella come testo di educazione civica,disciplina divenuta obbligatoria a partire dal prossimo anno. L’iniziativa fortemente voluta dal Dirigente scolastico,prof.ssa Mariarosaria Russo che da trent’anni opera in aree a rischio e da tutte le componenti scolastiche,compresi gli oltre mille discenti, vuol offrire agli studenti a rischio, in un territorio difficile come quello di Rosarno, un’ opportunità di riscatto,la possibilità di intraprendere percorsi virtuosi di legalità e dunque poter essere “liberi di scegliere “  il proprio futuro. “La ‘ndrangheta si eredita purtroppo” dice il giudice Di Bella che dal 2012 ha dato la possibilità a molti ragazzi provenienti da famiglie mafiose, di fare un’altra scelta, tutelandoli e fornendo loro strumenti culturali per essere “liberi di scegliere”. Per il Giudice Di Bella la svolta  è stata la sofferenza di tanti nuclei familiari. Ora il progetto ha l’appoggio di tante Istituzioni ed in primis del MIUR , accendendo un faro su un tema nevralgico, sottovalutato per anni dalla società civile, offrendo un progetto di vita a ragazzi e madri. Per aver avuto il coraggio di tendere la mano a tanti giovani desiderosi di libertà e a tante madri che sempre più trovano il coraggio del riscatto, è stato conferito dalla Preside Russo, lo scorso 6 Marzo, nella sede del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria al Giudice Di Bella Il Premio Nazionale “Valarioti –Impastato” 2020. A rimarcare il suo impegno a fianco degli Istituti scolastici, la Preside Russo insieme alla Presidente dell’associazione Biesse, dott.ssa Bruna Siviglia impegnata in prima linea  in numerose iniziative volte alla valorizzazione del bene comune e su temi della giustizia e dell’umanità. Vale la pena sottolineare che  molti dei ragazzi di cui parla il giudice sono stati alunni del Piria,  ha rimarcato la Russo, con i quali abbiamo condiviso il dramma umano, il buio e la luce,  accompagnandoli  nel loro percorso di crescita anche presso le case famiglia dove sono stati ospitati ed oggi divenuti  cittadini veramente liberi.

Il Piria,con in prima linea la Preside Russo,ha condiviso questo percorso complicato ma che ha consentito a tanti giovani di scegliere liberamente da che parte stare.

Quinta edizione Premio Nazionale Valarioti Impastato


Un’altra
straordinaria ed emozionantepagina nella lotta contro la mafia è stata scritta ieri a Rosarno, dove, nell’auditorium del Liceo scientifico “Piria, si è celebrata la quinta edizione del Premio Valarioti-Impastato,promosso dall’Istituto medmeo per rendere viva la memoria di due giovani vittime innocenti della barbarie mafiosa. Per eternare il loro ricordo, specie nelle coscienze dei giovani studenti – ha sottolineato la preside Mariarosaria Russo, conduttrice della manifestazione il Piria” ha istituito il Premio da assegnare ad eroi del nostro tempoattestati nella trincea della lotta alle mafie e a personalità della società civile, impegnati quotidianamente sul fronte della legalità. Uomini e donne da indicare ai nostri giovani come esempi illustri da imitare per contribuire a costruire, grazie alla “pedagogia delle scelte responsabili” attuata nella nostra scuola, una società giusta e responsabile in grado di battere ogni forma di sopraffazione e sopruso criminale”.

Il Comitato scientifico, presieduto da Giovanni Impastato e Antonio Bottiglieri(nipote di Valarioti) e “ad honorem” dall’on. Piera Aiello, nonché da Mariarosaria Russo, Mario Bruno Belsito, Eleonora Contartese, Francesca Corso, Grace D’Agata, Marcello Messina, Arianna Messineo, Mattia Milea, Mariangela Preta, Vera Violi, ha deliberato di assegnare il Premio 2020 a: Vincenzo Agostino (padre di Antonino l’agente ammazzato assieme alla giovane moglie a Villagrazia di Carini 30 anni fa); Antonio Bartuccio (ex sindaco di Rizziconi, testimone di giustizia dopo avere denunciato infiltrazioni criminali nel Comune);Liliana Esposito Carbone (madrecoraggio” di Massimiliano giovane imprenditore ucciso sottocasa a Locri); Ignazio Cutrò (testimone di giustizia); Caterina Francese (soprano); Gianfranco Franciosi (testimone di giustizia); Maurizio Franzini(professore ordinario di Economia Politica alla “Sapienza”); Marisa Garofalo (sorella di Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla mafia nel 2009); Franco Neri (magistrato, noto per le sue inchieste sulle “navi dei veleni” e contro la costruzione della centrale a carbone nella Piana di Gioia Tauro); Nigun Clarinet Quartett(composto da 4 giovani artisti); Raffaella Rinaldis (direttrice emittente “Fimmina TV); Roberto Tartaglia(giovane magistrato, consulente della Commissione Parlamentare Antimafia); Istituto Istruzione Superiore “Teodoro Rossi” di Priverno (promotore del primo campus della legalità); Antonio Gullo(l’unico agente di scorta di Borsellino sopravvissuto alla strade di Via D’Amelio).

Oltre ai saluti istituzionali del sindaco di Rosarno Giuseppe Idà, che ha messo in rilievo l’importante azione pedagogica che l’istituto medmeo sta portando avanti per irrobustire i processi di crescita culturale e umana nei giovani allievi; da registrare il messaggio inviato dall’Ufficio di Segreteria della Presidenza della Repubblica in cui il Presidente ringrazia la Preside  per i numerosi,graditi doni pervenuti,tra i quali il giornale del Premio Valarioti-Impastato la cui prima annualità è stata consacrata  alla memoria del fratello del Presidente, Piersanti,ed il messaggio augurale  del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Presenti in sala lesorelle di Valarioti, sindaci, magistrati, religiosi, rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni di volontariato, parlamentari, docenti e numerosi giovani.

La manifestazione è stata trasmessa in diretta streaming dalla radio web del Piria. Intermezzi musicali a cura dell’orchestra del Piria diretta dal maestro Giordano.

Di particolare impatto emotivo l’intervento di Ignazio Cut, presidente dell’Associazione nazionale “Testimoni di Giustizia”, che si è dichiarato “un morto che cammina”, essendo stato condannato a morte dalla cupola mafiosa. “Oggi Rosarno ha battuto la mafia; la scuola l’ha sconfitta”, ha gridato, manifestando rabbia, ma anche voglia di continuare a combattere, pur avendo rifiutato la scorta, perché vuole essere un uomo libero. Invita gli imprenditori a denunciare, “a dimostrazione che lo Stato siamo noi. Mai un passo indietro e chi può faccia. Non vogliamo piangere le vittime, anzi diciamo tutti “Nto culu, mafia, come il titolo di un mio libro”. Il pubblico è scattato in piedi per tributargli un applauso scrosciante.

La tutela del patrimonio culturale. Seminario al Piria di Rosarno


Inaugurato
nell’Istituto Piria, il Festival della Cultura e della Legalità alla presenza dei partner internazionali provenienti da Svezia, Turchia, Romania e Lituania. La kermesse culturale, iniziata lunedì ,che si concluderà con il Premio Nazionale Valarioti-Impastato,ha avuto avvio, dopo i saluti istituzionali di Maria Domenica Naso, delegata del sindaco Idà, con il seminario suArcheomafie e tutela del patrimonio culturale, coordinato dalla preside Russo. Relatori: il Capitano della Compagnia di Gioia Tauro  Gabriele Lombardo, che ha compiuto un excursusstorico sul Nucleo Tutela e sull’importanza della sua presenza a salvaguardia del consistente patrimonio presente nel territorio medmeo; l’archeologa Mariangela Preta, che ha parlato dell’ esigenza ineludibile di far conoscere agli studenti la rilevanza della riscoperta dell’identità culturale; ed infine il Comandante del Nucleo Tutela,Bartolo Taglietti, che, con una lectio magistralis ha spiegato come il suo reparto abbia l’obiettivo di contrasto alle azioni di carattere criminale, che alimentano il fiorente mercato nero di oggetti d’arte, attivo da sempre e che tuttavia ha assunto negli ultimi tempi connotazioni inquietanti.Tanto vasta difatti è la ramificazione del malaffare da combattere – ha sottolineato Taglietti – che la Calabria può essere considerata il teatro dei mercati generali del traffico clandestino di reperti archeologici. La criticità maggiore la si riscontra nella Locride, nel Vibonese e nel CrotoneseOvvero nei territori magnogreci con presenze archeologiche importanti, mentre in questo comprensorio siamo più impegnati a monitorare il paesaggio, a combattere lo scavo clandestino ed individuare i tombaroli”. Ultima in ordine di tempo, l’operazione Achei, messa a segno dal Nucleo di Cosenza nel novembre 2019, in collaborazione con le principali polizie europee, che ha portato all’arresto di 23 persone, sventato una rete mondiale di trafficanti, e restituito alla collettività oltre 10.000 reperti archeologici.

A conclusione di un serrato dibattito con gli allievi ricco di spunti e riflessioni, il Comandante Taglietti ha espresso grande plauso per la preparazione e l’attenzione degli studenti che si sono dimostrati rappresentativi della nascita di una nuova cultura in un territorio fortemente a rischio e dove il Piria rappresenta un importante presidio di legalità. L’incontro ha avuto come appendice la visita guidata al Museo Archeologico di Medma.

Celebrata al Piria di Rosarno la “Giornata della Memoria”


Celebrata al
Piria di Rosarno la “Giornata della Memoria”, un’occasione utilissima,ha dichiarato la Preside Mariarosaria Russo, per focalizzare il tema dell’educazione contro ogni forma di discriminazione e di razzismo. La decimazione di milioni di vite umane, passata alla storia come “Olocausto” (per il popolo ebraico come “Shoah”), ha costituito un momento sconvolgente per l’umanità intera, ma si ripropone ancora oggi – in varie dimensioni geografiche e  sociali e con varie sfaccettature – come rischio ricorrente. Occorre dunque parlarne, per indurre le giovani generazioni a capire, a scoprire gli orrori del passato e del presente, in una dimensione educativa serena e coinvolgente. Per tale motivo nell’ambito del Seminario di studi in collaborazione con l’A.N.P.I è stata effettuata una riflessione attenta e partecipata sul tema della “Shoah”,anche attraverso testimonianze emozionanti.

Dopo la lettura del messaggio della neo Ministra Lucia Azzolina in cui ha invitato i giovani a non disperdere la memoria di ciò che è stato e ad alimentarla con una profonda memoria storica, ha introdotto i lavori la prof.ssa Grace D’agata.

Particolarmente significative le relazioni di Sandro Vitale,Presidente dell’A.N.P.I, Mattia Milea,autrice del libro “Dalla Calabria alle Langhe”,Giorgio Castella,autore del libro “Lotte e Libertà;commovente l’intervista ad Anna Condò,staffetta partigiana  da parte della giornalista Anna Foti.

Il dibattito con gli studenti,coordinato dalla prof.ssa Vera Violi,ha focalizzato l’attenzione sulla dimensione storica e sociale dell’Olocausto, ma soprattutto sulla portata del suo messaggio silenzioso, che è ancora vivo ed induce tutti a rigettare ogni forma di razzismo e di discriminazione di qualsiasi natura.

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